In occasione della prima visita alla tua coniglietta, il veterinario ti avrà sicuramente suggerito di farla sterilizzare entro il primo anno di vita.

Ti avrà anche detto che questo tipo di intervento è necessario sia per evitare il manifestarsi di alcuni comportamenti che potrebbero diventare fastidiosi nei confronti del proprietario, sia per una migliore convivenza tra conigli (se ne possiedi più di uno) ma soprattutto per prevenire problemi di salute.

Perché sterilizzare la coniglia?

I veterinari sono tutti d’accordo: la coniglia femmina dovrebbe essere sterilizzata per questioni di prevenzione.

I motivi che spingono ad eseguire l’intervento di ovariectomia (asportazione delle ovaie) o di ovarioisterectomia (asportazione di ovaie ed utero) sono fondamentalmente tre:

  • gravidanze indesiderate e convivenza con altri conigli
  • comportamento fastidiosi nei confronti del proprietario
  • prevenzione delle patologie della sfera riproduttiva.

Analizziamo nel dettaglio questi aspetti.

Gravidanze indesiderate e convivenza tra conigli

Il coniglio è una specie sociale, pertanto si consiglia di accoglierne in casa sempre più di uno in modo che gli animali possano interagire e trascorrere meglio il tempo, soprattutto nei momenti in cui il proprietario non può dedicarsi a loro.

Nel caso siano presenti in casa due soggetti di sesso opposto è giusto ricordare che già dal quarto o quinto mese un maschio ed una femmina interi possono accoppiarsi (e lo faranno di sicuro!) e dare luogo, in questo modo, a gravidanze continue.

Se il nostro desiderio è quello di avere tanti coniglietti, allora possiamo lasciarli fare.

Al contrario, se non vogliamo diventare “allevatori”, le soluzioni sono le seguenti:

  • Tenerli separati (scelta sconsigliata)
  • Castrare il maschio (così non potrà più ingravidare la femmina)
  • Sterilizzare la femmina (così non potrà più essere ingravidata ma il maschio continuerà a cercare di montarla)
  • Sterilizzare entrambi (scelta consigliata).

Le gravidanze indesiderate sono, ovviamente, un’eventualità da non considerare nel caso di due femmine intere che, invece, di solito convivono abbastanza tranquillamente.

Potrebbero comunque verificarsi piccole lotte per la gerarchia oppure tentativi di monta reciproci.

Comportamenti fastidiosi nei confronti del proprietario

Una coniglia intera, quindi non sterilizzata, potrebbe andare incontro a cambiamenti di umore legati all’influenza degli ormoni e, di conseguenza, manifestare comportamenti sessuali (tentativi di monta) o aggressivi nei confronti del proprietario.

Nella coniglia, inoltre, non sono rari i fenomeni di pseudogravidanza (anche nota come gravidanza immaginaria o gravidanza isterica) cui conseguono cambiamenti fisici (aumento di volume dell’addome e delle mammelle, le quali possono addirittura produrre latte) e comportamentali: la femmina in psuedogravidanza è convinta di diventare madre a breve e quindi inizierà a preparare il nido strappandosi il pelo di dosso e potrebbe rivelarsi più scontrosa nei confronti del proprietario.

Prevenzione delle patologie

La prevenzione delle patologie legate alla sfera riproduttiva della coniglia è sicuramente il motivo più importante per la salute dell’animale, sebbene il proprietario solitamente percepisca di più le altre due ragioni sopra menzionate.

L’apparato genitale femminile, in questa specie, è soggetto a diverse problematiche la cui prevenzione può essere effettuata, attualmente, soltanto attraverso la sterilizzazione, ovvero la rimozione chirurgica degli organi che possono andare incontro a processi patologici, come ad esempio il tanto temuto adenocarcinoma uterino.

Ma di questi parleremo in un articolo ad hoc.

Qual è il momento migliore per sterilizzare la coniglia?

Il momento migliore per sterilizzare una femmina di coniglio è intorno ai 6 mesi, quando lo sviluppo corporeo può considerarsi ormai completato.

Se lo scopo è quello di prevenire le patologie della sfera riproduttiva, è consigliabile non rimandare troppo il momento dell’intervento, rimanendo entro un lasso di tempo compreso tra i 6 e i 12 mesi: quanto più s supera il primo anno tanto più aumenta esponenziale il rischio di sviluppo di alcune malattie.

I luoghi comuni sulla sterilizzazione della coniglia

Sterilizzare una coniglia non è, dal punto di vista teorico, molto diverso da quanto avviene nella cagna o nella gatta: si tratta sempre e comunque di asportare chirurgicamente le sole ovaie (ovariectomia) oppure le ovaie e l’utero (ovarioisterectomia).

Entrare in sala operatoria con un animale delicato come il coniglio richiede, tuttavia, conoscenze approfondite per quel che riguarda l’anatomia, l’anestesiologia e la stessa chirurgia di questa specie e una buona dose di esperienza.

Per questo motivo si suggerisce sempre di far eseguire l’intervento da un veterinario esperto in Animali Non Convenzionali che abbia alle spalle una buona struttura, le migliori strumentazioni e un’equipe adeguatamente formata.

Le più frequenti obiezioni, o meglio i luoghi comuni che accompagnano questo tipo di operazione, sono i seguenti:

  • Il coniglio non sopporta bene l’anestesia
  • L’intervento di sterilizzazione è pericoloso
  • L’animale potrebbe non riprendersi dopo l’anestesia e la chirurgia
  • Il coniglio è difficile da gestire nel post-operatorio
  • Potrebbe soffrire

È giusto precisare che ogni intervento chirurgico e qualunque anestesia comportano dei rischi, ma questi diventano tanto minori quanto maggiore è la competenza e l’esperienza del personale di sala operatoria.

Nel caso della sterilizzazione, un’operazione di routine, i rischi sono veramente molto bassi se sussistono le condizioni di cui sopra.

Per quel che riguarda la gestione nel post-operatorio, il proprietario dovrà prestare sicuramente un pochino di attenzione per i primi giorni e verificare che la coniglia non infierisca sulla sutura.

L’animale non può e non deve soffrire: per questo motivo vengono impiegati anestetici di prima scelta e si procede con la somministrazione di antidolorifici dopo l’intervento, in modo che il paziente non provi dolore e riprenda quanto prima a mangiare, a fare i suoi bisogni e a vivere la propria vita.

Insomma, la sterilizzazione è un intervento di routine fondamentale i cui rischi sono davvero bassi.

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